Sul tema “delicato delle migrazioni ci sono pareri diversi: l’Italia, lo confermo, ritiene che l'impegno sui rifugiati sia vincolante per tutti”. Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Praga al termine dell'incontro con il premier ceco Bohuslav Sobotka. “Contemporaneamente - ha aggiunto il premier - credo che nel confermare questa opinione dobbiamo registrare con interesse la disponibilità degli amici della Repubblica Ceca a collaborare sul piano della dimensione esterna: abbiamo discusso di progetti comuni in Africa, delle operazioni in corso nel Mediterraneo, della possibilità di collaborare sia pure mantenendo opinioni diverse. Questo è lo spirito che ci deve animare”. Gentiloni ha poi aggiunto che chiunque segue le vicende dei flussi migratori “sa che esiste il problema delle condizioni umanitarie nei campi e nei luoghi in cui vengono trattenuti i migranti. Stiamo parlando – ha detto il premier – di numeri alti e di un fenomeno che ci interpella da molto tempo. Credo sia stato importante che durante l’incontro di Parigi una delle cinque o sei decisioni prese sia stata quella di rafforzare l’azione che svolgiamo da tempo per migliorare le condizione dei migranti trattenuti in Libia. Occorre farlo con Oim, Unchr con le organizzazioni non governative e spingere in modo forte in questa direzione anche le autorità libiche”. Contemporaneamente, ha proseguito Gentiloni, “portiamo avanti l’azione per contrastare i trafficanti di essere umani e ridurre i flussi in arrivo. Siamo credibili se portiamo avanti insieme i diversi aspetti di questa politica. L’allarme umanitario non solo lo condividiamo ma è uno dei nostri impegni maggiori e mi auguro che gli sviluppi di queste ultime settimane con le autorità libiche ci permettano di ottenere all’interno della Libia condizioni che un anno fa ci sognavamo di ottenere”. Per quanto riguarda i rapporti con Praga “abbiamo una base bilaterale molto solida nei rapporti politici e culturali con scambi economici molto fiorenti aumentati dell’11% nell’ultimo anno sfiorando i 12 miliardi di euro. La discussione si è concentrata soprattutto sulle prospettive dell’Unione europea e ho voluto condividere con Bohuslav alcune delle questioni che abbiamo discusso negli ultimi giorni per esempio a Parigi. Il messaggio deve essere molto chiaro – ha ammesso il premier –: e cioè esistono sensibilità diverse, formati di vario tipo ma non esistono circoli chiusi e la prospettiva di fare passi in avanti nell’integrazione europea non deve mai essere vissuta come quella di escludere qualcuno”.