“La crescita economica convive con una situazione geopolitica che in diverse aree del mondo è instabile e richiede che le maggiori potenze a livello internazionale lavorino insieme”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa al G7 dei Presidenti dei Parlamenti aggiungendo che dal punto di vista economico “i dati dei paesi del G7 e l'Ue in generale sono positivi ma al tempo stesso sappiamo che la crescita dal punto di vista macroeconomico non ha cancellato il disagio sociale e non ha ridotto le difficoltà di far fronte alle disuguaglianze”. Secondo il premier “le sfide principali partono dal terrorismo. Tra l’altro ricordo il G7 di Taormina che si era riunito all’indomani del grave attentato terroristico nel Regno Unito” che fu “occasione per la firma di una dichiarazione comune sul terrorismo in cui tutto sommato si ribadirono alcuni impegni della comunità internazionale a livello di intelligence. La dichiarazione comune ribadì la necessità di una cooperazione più forte e stretta e un'attenzione attenzione particolare chiesta ai grandi player del web per chiedere loro la rimozione immediata dei contenuti radicali e che incitano alla violenza terroristica”.

E proprio sul terrorismo, ha aggiunto Gentiloni, “sappiamo che ci troviamo in un contesto molto delicato, ma il 2017 con ogni probabilità sarà l'anno in cui la speciale capacità che Daesh ha mostrato nel controllo di grandi zone di territorio in Iraq e Siria potrebbe venire meno. Potremo ottenere risultati molto importanti dal punto di vista militare, ma sappiamo anche che questo non ha cancellato i rischi su sicurezza e lavoro”. L’altra grande sfida arriva dal “Mar Cinese meridionale e in particolare la minaccia che proviene dal regime nordcoreano e dalle sue provocazioni nucleari. Questo è un tema su cui la presidenza italiana si è attivata. Occorre solo la consapevolezza di questa sfida geopolitica per il G7. L’altra grande sfida, infine, è quella migratoria. Ne parleremo all’assemblea generale delle Nazioni Unite a metà settembre. Credo sia una sfida globale con decine di milioni di persone che abbandonano le loro case mosse da guerre, povertà, fenomeni sociali ma anche da fenomeni climatici”, ha concluso Gentiloni.