"Le Regioni avevano già vinto se fossero rimaste ferme e non avessero creduto alle promesse da marinaio dal governo. Non dovevano limitarsi a inserire una postilla. Ora quel testo è incoerente. C'è una contraddizione rilevante anche sul piano costituzionale". Questo il giudizio che il senatore del Movimento Cinque Stelle Giovanni Endrizzi dà dell'intesa sul riordino del settore dei giochi firmata ieri da Governo ed enti locali in Conferenza Unificata. A questo proposito Endrizzi ricorda come i ricorsi intentati dalle multinazionali del gioco contro i regolamenti locali in passato sono stati respinti sulla base del principio che la tutela della salute è prioritaria rispetto all'impresa. Un "principio sacrosanto", dice al VELINO - che aveva posto le leggi locali "in una botte di ferro". Ora invece per l'esponente M5S viene introdotto l'obbligo per le Regioni di tener conto degli "investimenti in essere. Si ribalta così l'articolo 41 della Costituzione che subordina invece l'impresa economica all'utilità sociale". Anche sulla pubblicità - aggiunge - "c'è stato un atteggiamento pilatesco che ha rinviato un intervento all'Unione europea". "Come si tradurrà - si chiede poi Endrizzi - quel testo in un decreto? Abbiamo visto come il Governo ha usato in passato le deleghe. Sono preoccupato per come lo scriveranno e per il fatto che poi ci sarà un parere solo consultivo. Il governo avrà libertà di modulare tempi e modi". Anche sul passaggio alle Awp da remoto Endrizzi dice: "Bisogna essere cauti. Devono essere date garanzie sui software e sull'uso che sarà fatto dei dati".