La commissione europea scrive al ministero delle Politiche agricole: bene il lavoro fatto, ma vi diamo alcuni suggerimenti. I suggerimenti – nel documento in possesso di AGRICOLAE di cui aveva anticipato l’esistenza prima della pausa estiva – riguardano le questioni di ordine generale; questioni da chiarire, inserire o riformulare nel testo per ciascuna misura; la promozione nei paesi terzi; la ristrutturazione e riconversione; il reimpianto di vigneti per ragioni sanitarie o fitosanitarie; assicurazione del raccolto; investimenti nelle imprese a norma dell’articolo 50; la distillazione dei sottoprodotti;

Confermati dunque i rilievi formulati dalla Direzione generale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale  sulle procedure osservate dal dicastero di Martina in materia di recepimento delle norme comunitarie e degli orientamenti comunitari in applicazione del proprio Piano Nazionale di sostegno vino.

Per quanto riguarda l’ambito, appunto, della promozione nei Paesi Terzi, Bruxelles fa notare a via Venti Settembre come l’indicatore confronto con l’andamento’ e l’obiettivo quantificato del 30 per cento di progetti non coincidano. Come anche non sembra coincidere l’indicatore relativo all’andamento delle esportazioni e i pertinenti obiettivi quantificati. “Si prega di chiarire o precisare”, scrivono i funzionari europei.

Ma non solo: Il capo Unità Rudy van der Stappen spiega nella sua missiva – arrivaTO lo scorso 24 luglio al ministro Martina – come “la strategia proposta di migliorare la competitività del settore includendo i raggruppamenti non coincide con la sezione G in cui questo non vene menzionato. Per quanto riguarda poi i beneficiari, da Bruxelles evidenziano come “le reti di imprese non sono incluse in qualità di beneficiario di tale misura a norma dell’articolo 3 del RD. Quanto descritto del piano sembra essere un’associazione temporanea o permanente di produttori che sono già inclusi al punto G. Si prega di modificare”.

Poi la dichiarazione degli stessi: “la dichiarazione deve essere corredata da elementi di prova, come indicato all’articolo 10, lettera D del Rd. Si prega di modificare”.

Sempre da quanto apprende AGRICOLAE sembra il ministero sia pronto alla replica.

Pià nel dettaglio, con nota ARES (2017) 3714733 dello scorso 24 luglio i competenti servizi della Commissione hanno reiterato la richiesta di urgenti precisazioni riguardo i rilievi in materia già notificati al Mipaaf lo scorso mese di marzo con la nota ARES  (2017) 1674594.

  1. Sono stati sollevati rilievi e richieste di chiarimenti riguardo diverse e molteplici “incoerenze” del nuovo testo normativo, il DM n. 60710 a firma di Martina, emanato lo scorso 10 agosto rispetto alle fonti normative citate in premessa della nota comunitaria;
  2. I rilievi riguardano “questioni di ordine generale” (in particolare si evidenziano quelle afferenti la “ragionevolezza dei costi” e sui “criteri di demarcazione” ex post rispetto alle altre misure agevolative previste dall’U.E. come ad es. i P.S.R. o la promozione “orizzontale” prevista dal Reg. UE n. 1144/2014) e trasversali sulle diverse misure di sostegno previste dal PNS vino per l’Italia e questioni di carattere specifico sulle diverse misure;
  3. Nello specifico della “promozione sui Paesi terzi”, degne di attenzione e preoccupazioni sui contenuti del DM 60710/2016 firmato da Martina che alla luce dei rilievi formulati si evidenzia con un dettato normativo che appare incoerente con le disposizioni comunitarie in più punti, quali:

3.1          Le procedure correlate alle varianti di progetto che in caso di varianti “sostanziali” (o di grande portata …) che in “caso di rigetto” dovrebbe prevedere una “procedura di notifica al beneficiario dei motivi pertinenti” ;

3.2          Manca una correlazione tra strategia ed obiettivi nel caso di un miglioramento della competitività del settore “includendo i raggruppamenti d’imprese”;

3.3          Tra i beneficiari, indicati nel DM di Martina, sono state previste le “reti d’impresa” che a loro volta non sono fattispecie giuridiche previste dall’art. 3 del Regolamento delegato UE 2016/1149 della Commissione;

3.4          Il DM di Martina, a parere dei servizi della commissione, appare carente in termini di elementi di prova a carico dei beneficiari per quanto concerne la dimostrazione di possesso di “… disponibilità di prodotti, in termini di qualità e di quantità, è sufficiente per rispondere alla domanda del mercato a lungo termine dopo l'operazione di promozione”;

3.5          Non viene chiarito e definito il metodo per verificare “la ragionevolezza dei costi” come richiamato al punto 11.1.1.1 delle linee guida comunitarie);

Ma più in generale è interessante rilevare come  nel documento dei servizi della commissione vi sono ben 15 richiami al rispetto di quanto previsto dalle linee guida comunitarie (vedi https://ec.europa.eu/agriculture/sites/agriculture/files/wine/documents/reg-2016-1612_en.pdf ) che in particolare, nel caso della “promozione sui Paesi terzi” appaiono totalmente disattese se non inspiegabilmente ignorate dagli uffici ministeriale.

In tutto ciò, nell’attesa che gli uffici ministeriali possano chiarire i reiterati rilievi dei servizi della commissione UE (cosa che sembra essere proprio di queste ultime ore …) chi continua a soffrire tutta questa situazione sono certo gli operatori del settore posto che nonostante la pubblicazione del DM (che alla luce delle considerazioni esposte nel documento comunitario probabilmente dovrà essere oggetto di indispensabili, ulteriori, modifiche …) il ritardo e l’handicap accumulato rispetto ai nostri competitors europei è veramente “drammatico” (come peraltro evidenziato dalla relazione sui dati export presentata lo scorso 5 settembre da U.I.V. ed ISMEA) e certo non appare confortante la dichiarazione del vice ministro Andrea Olivero di consapevolezza “dei ritardi accumulati…”, posto che quello che chiedono gli operatori è una pronta soluzione dei problemi generati dagli stessi uffici ministeriali.

A riguardo, secondo gli operatori interpellati da AGRICOLAE, sarebbe auspicabile l’immediata attivazione di un tavolo tecnico (una vera e propria “unità di crisi”) da parte del Ministro Martina che attivi un immediato dialogo costruttivo con le Regioni, le Province autonome e le OO.PP. del settore, mancato durante tutto l’ultimo anno,  per fronteggiare la pesantissima situazione venutasi a creare.

A tutto ciò si aggiungano gli inspiegabili ritardi del TAR del Lazio nell’emanazione delle attese sentenze rispetto ai 13 giudizi nel merito instaurati dalle organizzazioni escluse lo scorso 14 ottobre e che sicuramente avranno pesanti ripercussioni sulla linea di condotta del Ministero di Martina sia sulle vicende passate ma anche e soprattutto per le condotte del futuro.

Qui di seguito Agricolae riporta la lettera:

OCM VINO, LETTERA UE A MIPAAF

Per saperne di più:

OCM VINO, MIPAAF AL LAVORO PER ADEMPIERE A RILIEVI UE AGGIUNGENDO MODIFICHE NELL’AVVISO DI GARA. DECRETO RESTA QUELLO ANTICIPATO IL 30 GIUGNO

OCM VINO, DECRETO PUBBLICATO. RESTANO INCOGNITE RILIEVI UE