È morto l’attore Luigi Maria Burruano. Si è spento a Palermo dove era nato il 20 ottobre 1948. Ha cominciato a recitare all'inizio degli anni Settanta, dedicandosi al cabaret e al teatro dialettale in lingua siciliana. Particolare scalpore ha fatto lo spettacolo da lui interpretato, “La coltellata”, che ha proposto per la prima volta in un teatro palermitano una scena di nudo femminile. Dalla protagonista Aurora Quattrocchi Burruano ha avuto la figlia Gelsomina, per la quale ha accoltellato l’ex genero Fabio Guida. Era il 2006. Fu arrestato dalle forze dell'ordine mentre beveva una birra al bar, ottenendo gli arresti domiciliari. Proprio a teatro Burruano ha scoperto e portato alla ribalta Tony Sperandeo e Giovanni Alamia, un duo di attori musicisti del quartiere "Boscogrande". La sua carriera teatrale lo ha portato sui palcoscenici di teatri stabili di Catania, Roma, Trieste e Prato. L’esordio nel cinema è del 1970, ne L'amore coniugale di Dacia Maraini. Il teatro è rimasto tuttavia la sua occupazione principale per quindici anni, fino al 1985, quando è tornato sul grande schermo con una piccola parte in Pizza Connection di Damiano Damiani. Poi, un'altra pausa - interrotta da parti minori nel dittico di Marco Risi Mery per sempre (1989) e Ragazzi fuori (1990) - fino al 1992, quando con Nel continente nero ancora di Marco Risi ha fatto ancora ritorno al cinema per farne la sua attività principale. Il successo per Burruano è arrivato però quattro anni dopo con la partecipazione alla serie televisiva La piovra 8 - Lo scandalo, diretta da Giacomo Battiato. È lo zio dell'attore Luigi Lo Cascio, con cui ha girato il film I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, in cui i due interpretano rispettivamente Luigi Impastato e il figlio Peppino, ruolo per il quale Lo Cascio fu segnalato a Giordana proprio da Burruano: tale interpretazione gli è valsa l'anno successivo la nomination al Nastro d'argento. Sempre nello stesso anno lo si vede tra i protagonisti della miniserie L'attentatuni, dove interpreta il ruolo di Leoluca Barone (ispirato al personaggio del noto boss mafioso Leoluca Bagarella). Tra gli altri film da lui interpretati, L'uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore (1995), Nowhere di Luis Sepúlveda (2002), Liberi di Gianluca Maria Tavarelli (2003), Il ritorno di Cagliostro di Ciprì e Maresco (2003), Miracolo a Palermo! di Beppe Cino (2005), Quo vadis, baby? di Gabriele Salvatores (2005) ed Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me di Carlo Vanzina (2006). Proprio nell'autunno 2006 ottiene una grande popolarità con le fiction L'onore e il rispetto di Salvatore Samperi e Raccontami, dove recita insieme a Massimo Ghini. Nel novembre 2007 esce nelle sale cinematografiche il film Milano Palermo - Il ritorno, dove recita con Raoul Bova e Giancarlo Giannini, diretto da Claudio Fragasso. Nel 2008 recita ne Il sangue dei vinti di Michele Soavi, per poi tornare ad essere diretto da Tornatore in Baarìa (2009) e da Fragasso in Le ultime 56 ore (2010), al fianco di Gianmarco Tognazzi e Luca Lionello. Burruano è morto nel sonno il 10 settembre nella sua casa al quartiere dell'Uditore. Aveva 68 anni ed era malato da tempo.