Questo mercoledì 13 settembre a Bruxelles si terrà il discorso sullo Stato dell'Unione, un’occasione importante, che per l'Europa ha il valore dell’omologo messaggio del Presidente Usa. In quell’occasione, per la prima volta, l’Europa prenderà una decisione in tema di investimenti esteri in settori strategici, come chiesto da Italia, Germania e Francia. La Commissione annuncerà il piano per bloccare gli investimenti stranieri che mettono in pericolo la sicurezza degli stati membri. Seppure non sia menzionata nel documento, il progetto è quello di intervenire proprio sugli investimenti della Repubblica Popolare Cinese, che dopo le recenti acquisizioni in settori strategici, a partire dalla robotica con Kuka, inizia a preoccupare gli stati membri. Il libro “Fozza Cina”, edito da Baldini & Castoldi e scritto da Sabrina Carreras e Mariangela Pira, tocca proprio questi argomenti. A partire da quello della mancanza di reciprocità tra Italia/Unione Europea e Pechino, con quest’ultima che spesso spadroneggia in Europa, ma le aziende europee non hanno lo stesso potere in Cina. Certo, quest’ultima oggi è una realtà che punta al know - how occidentale e che nel solo 2016 ha investito 244 miliardi di dollari all’estero. “Il caso dell'Ungheria” spiegano Carreras e Pira “dove i cinesi puntano a costruire una ferrovia tramite un accordo con Budapest senza partecipare a un bando pubblico, ha indispettito e non poco Bruxelles, che sta monitorando il caso”. Dopo Kuka, gioiellino della robotica tedesco acquisito dalla cinese Midea, Germania Italia e Francia si sono attivate spingendo su Bruxelles affinché prendesse una decisione in tema di investimenti cinesi. Creando un comitato di controllo sull’onda del Cfius americano, che ha spesso respinto i tentativi cinesi di ingresso sul mercato americano. Uscito il 31 agosto il libro in pochi giorni è arrivato al terzo posto dei libri più venduti categoria giornalismo di Amazon.