Più partecipazione allo sport, migliori impianti e maggior certezza dei risultati. Eccoli i “tre cardini” su cui si giocano l’“affidabilità e la genuinità dello sport” secondo Luca Lotti. Il ministro per lo Sport lo ha spiegato alla Commissione Antimafia, che sta portando avanti un’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel mondo dello sport, in particolare nel calcio professionistico, e con particolare riferimento a sicurezza, ordine pubblico, gestione degli impianti, assetti societari, riciclaggio e bagarinaggio. Nel sottolineare quanto ha fatto e farà il governo (e augurandosi che la decisione di istituire un comitato mafia e manifestazioni sportive possa essere confermata anche nella prossima legislatura perché “può diventare un collettore di proposte legislative finalizzate a rafforzare la legalità nel mondo dello sport”), Lotti si è soffermato a lungo sulla certezza del risultato sportivo. "Quando l’andamento di una partita è artefatto, in quel momento muore l’essenza dello sport – ha denunciato -. Quello del match fixing, la manipolazione del risultato degli eventi sportivi, è sempre di più un fenomeno globale e sempre meno localistico. Esistono attori transnazionali che alterando l’esito delle partite alimentano un flusso enorme di denaro a favore delle organizzazioni criminali. Questo fenomeno è ancor più favorito dall’esplosione delle giocate on-line e dall’aumento della possibilità di varianti all’interno delle scommesse: le combinazioni, possono essere illimitate”.

Una prima risposta al match fixing il governo l’ha data con il decreto del 2014: “Ha aumentato – ha ricordato Lotti - la pena con reclusione da due a sei anni per chiunque offra o prometta denaro a un partecipante a una manifestazione sportiva organizzata da enti sportivi riconosciuti dallo stato al fine di manipolare il risultato. Pena che può arrivare fino a nove anni complessivi” se l’evento è inserito all’interno di alcuni importanti concorsi a premi. “Un fenomeno a carattere internazionale che va fronteggiato non solo su base nazionale. La polizia ha maturato competenze investigative specifiche per individuare anomalie nelle scommesse: raccolta dati, scambio informazioni e cooperazione internazionale per prevenire e reprimere scommesse illegali. Siamo il paese più avanzato nelle politiche in materia. Tanto che l’Italia – ha ricordato ancora Lotti - è il paese coordinatore del progetto comunitario anti match fixing formula, cofinanziato dalla Commissione europea. Obiettivo di questo progetto è naturalmente la prevenzione del fenomeno. E l’evento conclusivo del progetto sarà ospitato dal governo italiano il 27 settembre a Roma”.

Guardando a quanto accade negli stadi, Lotti ha infine precisato: “Non dobbiamo mai criminalizzare a prescindere e a priori i tifosi, dobbiamo difendere le curve dalle infiltrazioni criminali non difendere il calcio dalle curve. I nemici del calcio sono i delinquenti non i tifosi”. Quindi il ministro ha promesso: “stadi più moderni e aperti. Uno stadio più moderno è più sicuro e consente più divertimento. Nella ‘manovrina’, abbiamo introdotto alcune norme per favorire investimenti dei privati negli stadi. Vogliamo stadi chiusi per delinquenti e spalancati per tifosi e sportivi. Pugno duro contro chi sfrutta lo sport per favorire disordine e delinquenza”. Infine un assist al tifo organizzato: “Via libera al ritorno dei tamburi e dei megafoni nelle curve. Il buon tifo, anche rumoroso, è un ingrediente irrinunciabile nel gioco del calcio”.