La capigruppo esclude dal calendario dei lavori il provvedimento approvato tra le polemiche dalla Camera. Non sarà discusso dal Senato il ddl sullo Ius soli. È quanto è emerso dalla riunione di oggi della Capigruppo di Palazzo Madama che ha deciso che il provvedimento votato dalla Camera tra le polemiche non sarà oggetto di discussione dell’Aula nel mese di settembre. Il capogruppo dem Luigi Zanda, pur ribadendo la volontà del suo partito di proseguire l’iter per l’approvazione del provvedimento ha dovuto accettare la realtà: sullo ius soli non c’è maggioranza. “"La nostra posizione è nota, non abbiamo cambiato idea sullo ius soli, noi non vogliamo parlare dello ius soli, ma vogliamo approvare questa norma, che resta per noi un obiettivo", ha detto Zanda che però ha dovuto anche aggiungere come, "per approvare una legge serve una maggioranza che ora al Senato non c'è. Io confido che il lavoro politico che si farà nei prossimi giorni e settimane porti a una soluzione positiva del problema".

Soddisfatto il capogruppo della Lega a Palazzo Madama Gian marco Centinaio: "abbiamo affossato la legge sulla cittadinanza". E poi, "Pericolo scampato, ma restiamo vigili e pronti alle barricate perché questo Paese ha bisogno di tutto tranne che di regalare la cittadinanza agli immigrati”.

Soddisfatto anche Ap che con Maurizio Lupi sottolinea il “grande senso di responsabilità” del presidente del Consiglio che “ha ascoltato la nostra richiesta e ha giudicato inopportuna la richiesta di un voto di fiducia su una questione così delicata e divisiva". Molto negativo, invece, il commento di Roberto Speranza, esponente di punta di Mdp, che su twitter scrive: “Si nega la cittadinanza a 800.000 ragazzi italiani. È una resa culturale inaccettabile e un cedimento alla destra”.