“Hanno ucciso mio figlio la seconda volta”. Sono le prime parole che Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, scrive in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Mattarella. “Fin da subito – ha spiegato - ho espresso fiducia nella magistratura, ma adesso mi sento indignata ed offesa, nel più profondo del mio cuore”. Fanno male spressioni come “bravata e gioiosamente che appaiono nelle motivazioni della sentenza di secondo grado in riferimento a quel vile e brutale atto di violenza” che fece perdere la vita al figlio. “Mi risulta difficile perfino trovare le parole per commentare ciò che ho letto – ha aggiunto -qui oltre che una grande offesa alla memoria di mio figlio, c’è un pericoloso messaggio che si vuol far passare, ovvero che si è trattata di una bravata … sono sconcertata, per questo ho rivolto un pubblico appello, attraverso una lettera al Capo dello Stato, in qualità di guida del CSM, perché intervenga e ci aiuti a ristabilire la verità: questa non è stata una bravata, ma un deliberato atto di violenza, che ha fatto perdere la vita ad un giovane innocente”.