“A ventitré anni dal vile assassinio per mano mafiosa, la testimonianza e l’impegno di don Pino Puglisi sono ancora vivi e costituiscono un inestimabile patrimonio di valori non soltanto per quanti hanno avuto la fortuna di incontrarlo, e per la Palermo che tanto amava, ma per l’intera comunità nazionale”. Lo si legge in una dichiarazione rilasciata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Desidero partecipare alla memoria del suo martirio civile e unirmi a quanti si raccoglieranno oggi nel suo ricordo – prosegue -, nella convinzione che il sacrificio di don Puglisi si è trasformato, da subito, in una leva di mobilitazione delle coscienze e ha generato un’accresciuta consapevolezza, individuale e sociale, della necessaria lotta alle mafie. Don Pino Puglisi nacque nella borgata di Brancaccio, proprio il 15 settembre di ottant’anni fa. Nello stesso giorno del 1993, i killer lo uccisero su comando in un agguato infame, in quel quartiere che lo aveva visto crescere e nel quale era tornato a operare da adulto, divenendo un segno e un simbolo di riscatto sociale, di solidarietà, di resistenza contro l’oppressione criminale”.

“La sua – prosegue Mattarella - è stata una vita di coerenza a servizio dei più deboli e svantaggiati, per aiutarli nel bisogno, ma anche per liberarli dalla spirale di emarginazione e illegalità, e aprire così la strada verso una piena cittadinanza. La forte vocazione pastorale di don Pino Puglisi e la sua spiritualità si sono radicate sempre più in una condivisione con la gente, fatto che tanto ha spaventato l’organizzazione mafiosa. Don Pino aveva un dialogo proficuo con i giovani, e grazie alle sue doti di educatore ha gettato numerosi semi, poi germogliati, i quali hanno dato buoni frutti. Per questo suo impegno è stato assassinato. L’esempio e l’insegnamento di don Pino Puglisi sono più che mai vitali: sconfiggere la mafia è compito primario delle istituzioni, ma ad esso partecipa ogni cittadino con l’esercizio dei diritti e dei doveri civici, con il rispetto della persona, con il contrasto al malaffare, contribuendo alla crescita e allo sviluppo”, conclude il Capo dello Stato.