La Corte Suprema del Brasile ha ricevuto una seconda serie di accuse di corruzione contro il presidente Michel Temer e deve decidere in settimana se le trasmetterà al Congresso, dove gli alleati del capo dello Stato hanno già votato il mese scorso per non sottoporlo a processo in un caso collegato. Nell'ultima accusa, presentata giovedì scorso, il procuratore generale Rodrigo Janot ha accusatp Temer e altri funzionari del suo Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB), tra cui due ministri del governo, di ostruzione alla giustizia e cospirazione criminale. Queste sono in parte riconducibili a testimonianze da parte dei proprietari del gigante brasiliano JBS, i quali hanno dichiarato di aver pagato tangenti a Temer e a centinaia di altri politici per anni. Gli avvocati del presidente, tuttavia, chiedono alla Corte Suprema di annullare tutta la documentazione fornita dai due testimoni e quindi di sospendere le accuse di corruzione. L'alto tribunale dovrebbe ricevere l'appello in settimana, dopo di che il giudice Edson Fachin deciderà se inviare o meno le accuse alla Camera bassa del Congresso. Se lo farà, sarà necessaria una maggioranza di due terzi per autorizzare un processo presso la Corte Suprema, un livello considerato incredibilmente elevato a causa dei numerosi alleati che Temer ha all'interno dell'Organismo. Tanto che ad agosto la maggioranza della Camera ha votato a non portarlo in giudizio per aver ricevuto tangenti da parte di JBS nel 2010.