Più di 26 mila cubani, sugli 1,7 milioni che hanno dovuto evacuare le loro case a causa dell'uragano Irma, rimangono in qualche tipo di alloggio temporaneo. Lo hanno dichiarato i media statali. Si tratta di circa il 14 per cento degli sfollati totali, che è ancora ospitato presso le famiglie, gli amici e i vicini. Intanto all'Avana si continua a lavorare per effettuare una stima preliminare di danni causati dal fenomeno atmosferico. Lo ha confermato il capo della Difesa civile, il generale Ramon Pardo, durante una riunione del Consiglio Nazionale della Difesa presieduto dal presidente Raul Castro. L'uragano di categoria 5, che ha colpito l'Isola lo scorso fine settimana, ha causato dieci morti e danneggiato migliaia di case, rendendone molte inabitabili. Le industrie cubane stanno operando senza sosta per produrre cemento e piastrelle aggiuntive, necessarie alla riparazione dei tetti danneggiati. Inoltre, più di 21 mila lavoratori sono impegnati a rimuovere le macerie, riparando strade, ponti e sistemi di drenaggio. Irma ha anche fatto cadere circa 3.600 pali elettrici, tanto che milioni di persone sono rimaste senza corrente. L'uragano ha colpito la costa settentrionale dell'isola, dove si trovano le strutture che forniscono il 70 per cento dell'energia elettrica a Cuba. Infine, sono stati danneggiati 90 pozzi petroliferi.