La gestione dei contratti di filiera nel settore agroalimentare dal 2004 al 2016 La Corte dei conti, con deliberazione n. 13/2017/G, ha riferito al Parlamento sul controllo svolto sulla gestione delle risorse destinate ai contratti di filiera nel settore agroalimentare dal 2004 al 2016.

La relazione ha esaminato la gestione dei tre bandi attivati dal Ministero delle politiche agricole e forestali, evidenziandone criticità e problemi di non poco rilievo.

Per i primi due bandi, indetti nel 2004 e nel 2007, si è constatato che, al 31 dicembre 2016, su 217 programmi inizialmente ammessi, ne erano stati realizzati solo 139. Alla stessa data, dei 197,5 milioni messi a disposizione, solo 83,5 (pari al 42 per cento), erano stati erogati nei confronti di tali iniziative.

L’istruttoria ha evidenziato rilevanti carenze sul sistema impiantato dalla competente direzione generale per monitorare le attività poste in essere dal soggetto gestore. Sostanzialmente assente è risultato il sistema di verifica dei risultati conseguiti in esito all’erogazione degli incentivi.

Anche con riguardo al terzo bando, che ha prodotto, al termine di una complessa procedura protrattasi per oltre due anni, la selezione di 14 iniziative (di cui 3 già revocate), la relazione sottolinea il basso livello delle risorse concesse ed erogate: su 169 milioni complessivamente disponibili, ne sono state assegnate poco più di 107 e erogati solo 29. Per contro, elevato è il numero dei progetti ammessi a finanziamento e, poi, abbandonati dai beneficiari: su 56 progetti inizialmente ammessi a finanziamento, a febbraio 2017 se ne contavano 40. Molte di tali defezioni sono state determinate dai costi richiesti dalle banche ai soggetti beneficiari.

Alla luce di quanto emerso, la Corte raccomanda al ministero di prestare il massimo impegno per accelerare le ultime operazioni relative ai primi due bandi e promuovere, insieme agli altri soggetti interessati, la realizzazione delle attività connesse al terzo bando. Raccomanda, inoltre, di proseguire sulla strada recentemente intrapresa, volta a recuperare il ruolo centrale del ministero nella gestione dello strumento “contratto di filiera”.

Qui di seguito il testo integrale della delibera:

Testo della delibera n. 13/2017/G e documenti allegati (PDF,1.71MB)

La Corte delibera

di approvare, con le modifiche apportate dal Collegio in camera di consiglio, la relazione concernente “La gestione dei contratti di filiera nel settore agroalimentare (2004-2016)”.
La presente deliberazione e l’unita relazione saranno inviate, a cura della Segreteria della Sezione,alla Presidenza del Senato della Repubblica e alla Presidenza della Camera dei deputati, nonché alle seguenti amministrazioni:
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Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
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Gabinetto del Ministro; -Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
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Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca;
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Ministero delle politiche agri cole alimentari e forestali
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Organismo indipendente di valutazione della performance;
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Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
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Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici;
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Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
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Ministero dell’economia e delle finanze - Gabinetto del Ministro;
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Ministero dell’economia e delle finanze
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Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;
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Ismea
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Cassa depositi e prestiti.
Le amministrazioni interessate:
adotteranno, entro trenta giorni dalla ricezione della presente relazione, l’eventuale provvedimento motivato previsto dall’art. 3, c. 64, l.24 dicembre 2007, n. 244, ove ritengano di non ottemperare ai rilievi formulati;
comunicheranno alla Corte e al Parlamento, entro sei mesi dalla data di ricevimento della presente relazione, le misure consequenziali adottate ai sensi dell’art. 3, c. 6, l. 14 gennaio 1994, n. 20, come modificato dall’art. 1, c. 172, l. 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006).
 
Corte dei conti | Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato |Delib. n. 13/2017/G13
La presente deliberazione è soggetta a obbligo di pubblicazione, ai sensi dell’art. 31 d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 (concernente il “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”).
La presente relazione sarà inviata, altresì, alle Sezioni riunite in sede di controllo

 
SINTESI
 
1. La presente relazione concerne la gestione dei contratti di filiera nel settore agroalimentare, dalla loro comparsa nell’ordinamento ( ad opera dell’ art. 66 della l. 27 dicembre 2002, n. 289 , legge finanziaria per il 2003) al 31 dicembre 2016, con aggiornam enti al 2017 . Il controllo è stato incentrato, in particolare, sui tre bandi attivati dal 2004 ad oggi . I primi due, indetti nel 2004 e nel 2007, sono stati finanziati a valere sulle risorse mes se a disposizione dal Cipe sul F ondo aree sottoutilizzate (Fas ) e vedono coinvolti il M inistero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’ Istituto per lo sviluppo agroalimentare s.p.a. (Isa) , attualmente incorporato nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), in attuazione di quanto disposto dall’art. 1, c. 659, della l. 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità per il 2016). Il terzo, indetto nel 2013, ha trovato copertura sul F ondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (Fri), presso Cassa depositi e prestiti, e sui rientri dei mutui erogati da ll’ Is a, poi Ismea, per i contratti dei primi due bandi , ai sensi dell’art. 6 3 del d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 , convertito dalla l. 24 marzo 2012, n. 27. La relativa gestione è intestata , oltre che al Mipaaf e a ll’ I stituto sopra citato , a lla Cassa depositi e prestiti e al le banche che hanno aderito alla convenzione stipulata tra il d icastero e quest ’ultima .

 
2. Per quanto riguarda i primi due bandi , preso atto della mancata conclusione delle procedure di valutazione finali su tutti i contratti attivati e della conseguente impossibilità di disporre di un dato complessivo degli investimenti realizzati e delle agevolazioni definitivamente riconosciute, è stata verificata l’esatta entità delle agevolazioni versate in favore dei contratti di filiera. All’esito della ricostruzione effettuata è emerso che , a fronte di 197,5 milioni mess i a disposizione dello strumento de l contratt o di filiera , ne sono stati impegnati poco più di 158 e versati dal Mipaaf al soggetto gesto re meno di 96 . Di questi, solo 83,5 sono effettivamente “andati a buon fine” . Tanto emerge dagli approfondimenti svolti sul conto di t esoreria n. 21099 e sui conti correnti bancari gestiti d a ll’ Is a, poi Ismea, per le finalità in esame . I l livello dell’avanzamento finanziario dei programmi registrato a distanza di quattordici anni dall’ assegnazione della prima tranche di fondi mess i a disposizione dal Cipe, appa re, Corte dei conti | Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato | Delib. n. 13/2017 /G 18 dunque, assolutamente non soddisfacente.

 
3. L’esame dei predetti conti ha, inoltre, evidenziato profili di criticità. In particolare, si è valutata negativamente la stessa apertura del conto corrente “erogazioni”; la presenza di consistenti risorse sul conto di t esoreria e sul conto corrente bancario “erogazioni”, dovute, in par te, alla lunghezza dei tempi necessari per effettuare i pagamenti e , in parte, alla mancata formalizzazione di rinunce da parte dei beneficiari; il mancato versamento in conto entrate delle somme restituite dai beneficiari sul conto “incassi”; infine, il trasferimento su altro conto corrente non destinato solo ai contratti di filiera degli interessi maturati sui due conti correnti bancari sopra citati. Si è, comunque, avuto modo di constatare che l’ente ha di recente provveduto a riversare in conto entrate tutte le somme presenti sui conti correnti bancari, la cui giacenza non aveva alcun titolo. Sono ancora in attesa di essere definite le procedure per la restituzione delle disponibilità non erogabili g iacenti sul conto di t esoreria.

 
4. E’ stata rilevata l’inadeguatezza delle valutazioni ex post sui risulta ti conseguiti dai programmi ; valutazioni che, se pur complete per quanto concerne gli aspetti connessi ai pagamenti (previsti, effettuati e da effettuare ) , si limitano a sintetic i apprezzamenti in ordine alla percentuale degli investimenti realizzati da ogni singolo beneficiario che ha presentato la richiesta di saldo finale, senza prestare alcuna attenzione agli aspetti che costituiscono l’essen za del contratto di filiera il cui fine precipuo consiste nell’integrazione fra i differenti soggetti in termini di miglioramento del grado di relazione organizzativa, logistica e commerciale e in termini di distribuzione del reddito.

 
5. Carente è apparso, inoltre, il sistema approntato per monitorare e controllare le attività poste in essere dal soggetto gestore che, fra l’altro, frequentemente si è avvalso della possibilità, prevista nella convenzione sottoscritta con il Mipaaf, di ester nalizzare la realizzazione di attività ad esso spettanti.

 
6. Con riferimento al terzo bando, data la recente sottoscrizione dei contratti di filiera selezionati in esito alla procedura indetta a metà del 2013, la relazione ripercorre gli aspetti gestiona li analizzati per i precedenti avvisi, limitandosi a evidenziare, in assenza di novità, le peculiarità del nuovo sistema. Consistente è la flessione registrata nel volume complessivo degli investimenti pre visti e, correlativamente , delle agevolazioni conc esse , rispetto alle previsioni formulate dalle deliberazioni del Cipe che, nel 2014, ne avevano decretato l’approvazione. A febbraio 2017 i finanziamenti agevolati concessi a valere sul Fri erano passati da 149,8 previsti nei provvedimenti del Comitato, a poco meno di 100 milioni (circa il 6 7 per cento). Quanto al plafond gestito dall’Isa, poi Ismea, è emerso che , su 12 milioni restituiti dai beneficiari, ne risultavano concessi solo

 
7 . Le differenze sono riconducibili, da un lato, a tre programmi che, per motivi diversi, non sono pervenuti alla stipula dell’accordo; dall’altro, al consistente numero di rinunce medio tempore registrato nell’ambito degli undici contratti attivi. Sul fenomeno ha inciso in modo determinante la discrezionalit à lasciata al sistema bancario per quanto riguarda la fissazione de i costi di assistenza e la misura dei tassi di interesse da corrispondere per il finanziamento ordinario che le imprese hanno richie sto agli istituti di credito ai sensi dell’art. 6, c. 2 , del d.m. 22 novembre 2007 . Il ministero ha, inoltre, riferito che le banche autorizzate hanno , a loro volta , appaltato a società esterne le valutazioni economico - finanziarie sui piani progettuali presentati in allegato alle domande e le attività di monitor aggio. Nel p rendere atto che il tema dei “ costi extra ” dov rebbe trovare adeguata sol uzione nella circolare che il ministero è in procinto di emanare per il quarto bando, la Corte auspica che, nell’ambito della convenzione con la quale verranno regolament at i i rapporti con la Cassa depositi e prestiti e le banche , vengano approntat e le misure necessarie a evitar e la reviviscenza delle problematiche relative al finanziamento ordinario . 7. Miglioramenti si colgono nelle decisioni adottate per quanto concerne il monitoraggio sullo sviluppo dei programmi di investimento e sulle attività poste in essere dall’Isa, poi Ismea, nell’espletamento dei compiti alla stessa affidati. U n apporto significativo alla valutazione de ll’efficacia dello strumento è atteso dal data base commissionato all’ente nell’ambito della convenzion e stipulata il 12 ottobre 2015, la cui realizzazione deve essere, peraltro, ancora avviata. Sul fronte dei rapporti interistituzionali, deve segnalarsi l’ introduzione di una metodologia diversa che, se correttamente applicata, consentirà all’amministrazione di affrontare tempestivamente le anomalie che dovessero insorgere. Corte dei conti | Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato | Delib. n. 13/2017 /G 20 8. Alla luce di quanto emerso , la Corte formula alcune raccomandazioni al M inistero e all’Ismea , chiamati, entrambi, a prestare il massimo impegno per accelerare le ultime operazioni relative ai primi due bandi e promuovere, insieme agli altri soggetti interessati, la realizzazione delle attività connesse al terzo bando. Al primo , in part icolare, si chiede di proseguire sulla strada recentemente intrapresa, volta a recuperare il ruolo centrale ad esso spettante nella gestione dello strumento de l contratt o di filiera . In particolare, si segnala la necessità che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali internalizzi le attività di controllo sull’attuazione dei contratti , sia nel corso d el loro svolgimento , sia dopo la conclusione degli investimenti, prestando maggiore attenzione agli aspetti qualificanti del sostegno dello Stato ai contratti di filiera, il cui obiettivo finale, si rammenta, è il miglioramento del grado di relazione organizzativa, logistica e commerciale e di distribuzione del reddito f ra tutti i partecipanti . Per le iniziativ e finanziate in esito ai primi due bandi, sia pur con i limiti derivanti dalle difficoltà che ne hanno caratterizzato l’esecuzione, l a Corte ritiene indispensabile che il m inistero , per ognuno dei contratti ammessi a finanziamento in esito ai primi due ban di, si attivi per avere cognizione degli effetti che le agevolazioni hanno sortito sulle filiere.