Rinvio a giudizio per tutti i 16 consiglieri regionali del Lazio della scorsa legislatura coinvolti nell’inchiesta romana sulla gestione dei fondi regionali destinati ai gruppi consiliari. Il gup Alessandra Boffi ha accolto le richieste della procura. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono peculato, abuso d’ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e truffa. Tra i volti noti l’ex capogruppo dem alla Pisana Esterino Montino ora sindaco di Fiumicino e l’ex tesoriere Marco Perilli, i senatori Bruno Astorre, Carlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Francesco Scalia e Daniela Valentini e il deputato Marco Di Stefano. Ma anche Tonino D’Annibale, Enzo Foschi, Claudio Mancini, Mario Mei, Giuseppe Parroncini e Carlo Umberto Ponzo.

In una nota Astorre spiega che l’operato del gruppo del Partito democratico parla di infondatezza delle accuse: “In merito all’inchiesta sulla gestione dei fondi ai gruppi consiliari del Lazio nella passata legislatura, la contestazione addebitatami riguarda esclusivamente l’ipotesi di concorso in abuso in atti d’ufficio per la stipula da parte dell’allora gruppo Pd Lazio di alcuni contratti di collaborazione diretta, fatta nel più scrupoloso rispetto della normativa di riferimento. Confidando nell’operato della magistratura, attendo con serenità l’avvio del processo per fugare ogni dubbio e dimostrare l’infondatezza di quanto mi viene contestato”.

Mentre il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, scrive in una nota che “la corruzione va combattuta senza esitazioni e senza fare sconti a nessuno. Prendo atto che, in riferimento a vicende di alcuni anni fa della Regione Lazio, mentre per esponenti del centrodestra ci furono inchieste clamorose che con grande tempestività determinarono il corso degli eventi giudiziari, per gli esponenti della sinistra guidati dal noto capo-fazione Esterino Montino le accuse della giustizia, pur riferendosi a fatti di analoga epoca del Pd e della sinistra, arrivano con molti anni di ritardo. È veramente una vergogna che la giustizia funzioni in questo modo. Rapidità fulminea per alcuni, lentezza e impunità per altri. Montino, nel frattempo, ha continuato a svolgere delicate funzioni amministrative. Per il Pd la magistratura romana si è mossa solo perché, non avendo indagato la sinistra della Regione (perché poi?), ha ricevuto per competenza un'indagine nata a Rieti e approdata a Roma. Ma questa magistratura romana che cosa è? Lavora con la moviola quando vuole lei? Ma di questo parleremo nei prossimi giorni", conclude Gasparri.