Contrastare la diffusione delle patologie croniche legate all’invecchiamento chiamando in soccorso quanto di meglio l’innovazione tecnologica possa offrire.

E l’iniziativa a cui lavoreranno il consorzio Cgm, la più grande rete italiana di imprese sociali dell’Alleanza delle Cooperative, Node, in qualità di partner tecnologico e la fondazione Politecnico di Milano.

L’invecchiamento della popolazione italiana è uno dei principali fenomeni socio-demografici degli ultimi anni che ha implicazioni in ambito sociale, culturale ed economico. Il 21% della popolazione italiana, 13,2 milioni, ha più di 65 anni, il 27% vive da solo. Il progressivo invecchiamento si stima che raggiungerà il suo apice non prima della decade 2050-2060. Con un quadro demografico con queste caratteristiche è inevitabile prevedere un aumento della domanda di assistenza che dovrà fare i conti con la contrazione delle risorse pubbliche.

I dispositivi diagnostici connessi all’Internet delle Cose sono uno degli strumenti che permetteranno di dare risposte puntuali ed efficaci tenendo conto dei vincoli di bilancio. Dalla diagnostica alla telemedicina, dalla gestione ed elaborazione dei dati biometrici al confronto tra medici, utenti ed operatori sociali, i dispositivi diagnostici costituiscono un’opportunità nel settore socio sanitario per diverse regioni. L’utilizzo della telemedicina per la necessità di ridurre i costi della sanità e migliorare la qualità di vita dei pazienti anziani o affetti da malattie croniche, sta dando un nuovo impulso all'innovazione e all'adozione di questi supporti tecnologici; l’affinità digitale, cioè, la maggiore confidenza e predisposizione all'uso di tecnologie digitali da parte delle attuali generazioni di medici e pazienti; la qualità dei servizi sanitari, sempre più dipendente dal modo in cui riescono a garantire la centralità del paziente e a soddisfare l'esigenza degli individui di monitorare in modo autonomo il proprio stato di salute.

Infine la personalizzazione delle terapie grazie alle aspettative che stanno generando i risultati della la ricerca , per medici e pazienti, di cure e interventi studiati ad hoc per il singolo individuo. La nuova idea progettuale si posiziona in questo scenario come un’innovativa piattaforma che coniuga funzionalità caratteristiche sia dei complex accessories, sia degli smart wearables con potenzialità superiori alle attuali soluzioni.

Il progetto prevede in una prima fase la realizzazione di uno studio di fattibilità che vedrà coinvolte oltre 500 cooperative sociali attive in tutta Italia che a diverso titolo si occupano di assistenza agli anziani. Gli obiettivi sono quelli di garantire una sempre maggiore precisione nella prevenzione e nella diagnosi di numerose patologie; contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario pubblico e privato attraverso la diagnostica precoce; mantenere la disponibilità dei dati e delle informazioni sensibili dei cittadini-assistiti i sul territorio.

La tecnologia sarà progettata non come un semplice dispositivo stand-alone ma, inserita in un’architettura cloud con cui sarà collegata attraverso un device mobile dell’utilizzatore. In questo modo il dispositivo fornirà una serie di dati ed elaborazioni che consentiranno ai professionisti e alle strutture di assistenza socio-sanitaria, di rafforzare la prevenzione e monitorando costantemente i pazienti.

COOPERAZIONE 4.0, GARDINI: UTILI E PERSONE VANNO DI PARI PASSO

«In questo unico appuntamento “parallelo” al G7 in svolgimento a Venaria affrontiamo il tema della rivoluzione digitale». Così il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Maurizio Gardini nel presentare Cooperative 4.0.

Il rapporto tra cooperative e “agenda 4.0”. Utili e persone vadano di pari passo. Sì all’innovazione senza danneggiare occupazione «Le cooperative nascono per rispondere ai bisogni delle comunità, creare lavoro buono e di qualità. Utili e persone occupate devono andare di pari passo. Non si possono sacrificare le persone sull’altare del profitto nel nome della digitalizzazione. La nostra posizione è si all’innovazione che crea occupazione».

Le cooperative davanti all’innovazione. Da dove partiamo? «Nel mondo 3 milioni di cooperative danno lavoro a 280 milioni di persone: il 10% del totale degli occupati. Le 300 più grandi cooperative - spiega Gardini - hanno un fatturato di 2.500 miliardi di dollari. Se fossero riunite in un paese sarebbero la settima potenza mondiale. Il movimento cooperativo in Italia conta oltre 13 milioni di soci e 1,3 milioni di occupati, di cui il 52,8% è donna. Realizza un fatturato di 161 miliardi di Euro. L’Alleanza delle Cooperative italiane ne rappresenta oltre il 93% per fatturato e l’85% per occupazione. Questi numeri non vogliono celebrare la cooperazione, ma evidenziare che le cooperative sono da sempre anticipatrici di futuro. Il nostro sistema imprenditoriale non avrebbe oltre 160 anni di storia se non avesse avuto la capacità di innovarsi e di anticipare l’innovazione: nel credito, nell’agroalimentare, nel consumo, nel sociale, nel lavoro, nella pesca, nell’abitazione, nella cultura».

Il lavoro che cambia e la formazione: bene governo su credito imposta in formazione «Alcuni settori saranno più esposti alla riduzione di lavoratori sostituiti dall’automazione. In Italia, si stima che nei prossimi 15 anni saranno circa il 15% della forza lavoro, per oltre 3 milioni di lavoratori in agricoltura, nel commercio e nella manifattura. I lavoratori più qualificati - prosegue Gardini - saranno meno esposti. Questo ci deve portare a un investimento straordinario nella formazione e nell’istruzione. In Italia, solo l’8,3% dei lavoratori sono impegnati in programmi di formazione permanente, al di sotto della media europea 10,8%.

Formare non è una spesa, ma un investimento sul futuro. L’Alleanza Cooperative Italiane attraverso Foncoop, strumento unitario, nell’ultimo anno ha investito in formazione 31 milioni di euro che hanno interessato poco meno di 100.000 lavoratori. Fa bene il governo a proporre il credito d’imposta per le attività formative sulle nuove tecnologie nella prossima legge di bilancio».

Come cambieranno i rapporti di lavoro: Nuova governance e partecipazione lavoratori «I nuovi lavori (gig work) saranno sempre più intermittenti, precari. La discontinuità dei rapporti di lavoro comporterà la necessità di prestazioni sociali, pubbliche e non solo: dalla portabilità della previdenza complementare, alla necessità di non perdere forme di sanità integrativa. Le imprese dovranno puntare sempre più sul coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dell’impresa. Sui nuovi assetti di governance e di gestione del lavoro - continua ancora Gardini - l’impresa cooperativa offre modelli, migliorabili, ma ampiamente collaudati e replicabili»

Proposte della Cooperazione 4.0 per il lavoro e l’impresa: alcuni suggerimenti per il lavoro che cambia «L'alternanza scuola-lavoro è appena agli inizi (e siamo già in enorme ritardo), ma anche la pratica dei tirocini universitari è recente e ancora da mettere a regime. È tempo di dar vita a politiche attive per il lavoro con soggetti in concorrenza, valutati e premiati sul risultato anche attraverso un sano ed equilibrato partenariato pubblico-privato che sia valutato e premiato sulla base dei risultati. Il modo migliore per tutelare le transizioni nel mercato del lavoro - spiega Gardini - passa attraverso una stretta connessione tra politiche attive e ammortizzatori sociali. Bisogna potenziare e mirare la formazione continua secondo le esigenze delle imprese privilegiando quelle di non breve termine. Questo tema va esteso anche alle iniziative di autoimprenditorialità per implementare le competenze necessarie. Va messo poi in campo uno sforzo ancora maggiore sui temi dell’alfabetizzazione digitale secondo noi sottovalutata».

“Industria 4.0”: Governo apra la cabina di regia all’Alleanza Cooperative Italiane «In Italia come nel mondo, la digitalizzazione dei processi produttivi non è quindi solo “Industria 4.0”, ma anche “Cooperazione 4.0”. Richiamiamo l’esigenza che il piano italiano sia aperto, nella sua cabina di regia e non solo formalmente, anche all’Alleanza delle cooperative italiane. Dedicare un programma del governo alle imprese di dimensioni medio – grandi che premia gli investimenti di grandi dimensioni accentuerebbe la polarizzazione tra poche grandi imprese e l’ossatura imprenditoriale delle pmi italiane».

Considerazioni finali «L’innovazione deve essere al servizio delle imprese, del lavoro e dei cittadini, e non il contrario. È così che si continua a lavorare per un futuro più solido e coeso, per rilanciare l’economia, ma soprattutto per concorrere a determinare il bene comune».

COOPERATIVE 4.0: LA SOLUZIONE PER GESTIRE PRECARIETA E FLESSIBILITA LAVORO

DOC Servizi, aderente all’Alleanza delle Cooperative Italiane, è una soluzione per gestire la precarietà e la flessibilità del lavoro. Nata in ambito artistico, la sua formula può essere applicata a numerosi altri ambiti. Negli ultimi anni ha raggiunto, coinvolto e tutelato – oltre ai soci storici, tecnici e artisti – anche i professionisti della cultura, dell’arte, del turismo e degli audiovisivi. Oggi riunisce 6.000 soci e realizza quasi 45 milioni di euro di fatturato.

Doc gestisce, coordina ed eroga i servizi di professionisti che operano nell’ambito spettacolo, dell’arte, della cultura e della conoscenza: figure che si muovono sul territorio sostenendo costi elevati ma non sempre deducibili per le tradizionali posizioni fiscali. La cooperativa è il datore di lavoro: non chiede anticipi di tasse e contributi ai soci in caso di mancato incasso dai clienti, ma garantisce il mensile pagamento degli oneri e del compenso.

Le imposte e le contribuzioni di Doc sono calcolate al netto di tutte le spese sostenute, compresi quei valori che normalmente non sono deducibili. Questo perché le contribuzioni e le tasse sono applicate sull’effettivo lavoro, non sul fatturato. Si eliminano gli obblighi legati alla partita IVA, senza  più presunzioni di reddito e studi di settore, perché si fa carico di tutto Doc: contratti, gestione sicurezza, avvio al lavoro, fatturazione, incassi dal cliente e  pagamenti dei compensi ai soci.

Doc trattiene dal fatturato una quota % per la copertura dei costi della cooperativa: il resto viene riconosciuto al socio per la sua attività, nelle forme e rapporti più vantaggiosi, sfruttando il massimo delle tutele fiscali e previdenziali previste dalla normativa in essere. “Sono convinto, ogni anno di più – spiega il presidente Demetrio Chiappa – che il modello Doc possa essere applicato e allargato a tanti altri mondi, professioni non ancora sufficientemente riconosciute e bisognose di tutele”.

Per questo nel 2017 nasceranno nuove cooperative dedicate ai makers, creativi a 360°, piccoli artigiani, professionisti dell’hand made (Doc Creativity) e ai lavoratori del settore informatico (Hypernova). Sul fronte dei droni, oltre a fornire la certificazione Enac, Doc si occuperà direttamente dei corsi per piloti.

Anche l’agenzia viaggi, che già gestisce alcuni grandi tour nazionali, si potenzierà, così come il centro studi che lavora sulle tutele e il centro servizi fiscali, impegnato sul fronte fiscale, non solo per quanto riguarda lo spettacolo.

Anche l’attività di gestione dei teatri si arricchisce con l’acquisizione del Teatro Auditorium di Albino (Bg), che si aggiunge ai già attivi Teatro del Popolo di Gallarate e Teatro Vivaldi di Jesolo.

COOPERATIVE 4.0: GRANA PADANO, TUTTE LE INFO IN RETE SU DISTRIBUZIONE

Promocoop Lombardia con il supporto di Node, ha avviato un progetto per la realizzazione di uno studio di fattibilità il cui obiettivo è sviluppare e attuare un sistema gestionale innovativo per migliorare la tracciabilità dei processi produttivi nella filiera del Grana Padano (aderente all’Alleanza Cooperative Italiane) e ottimizzare il funzionamento della filiera. Nel progetto sono coinvolte alcune primarie realtà cooperative della Lombardia che rappresentano i diversi attori economici che compongono la filiera, dalla produzione di materie prime (cereali/latte), alla trasformazione casearia, fino alla fase di commercializzazione e distribuzione dei prodotti.

L’idea di progetto si basa sullo sviluppo di una piattaforma innovativa di Big Data Management e di ERP (Enterprise resource planning, pianificazione delle risorse d'impresa): tecnologie digitali che consentano di condividere un’ampia gamma di informazioni e conoscenze di alto livello, che funga loro da guida da un punto di vista strategico e di efficienza produttiva. L’assunto di base è che l'intelligenza artificiale influenzerà profondamente i sistemi di pianificazione delle risorse aziendali nel prossimo futuro, consentendo alle organizzazioni di ottimizzare ulteriormente il loro modello operativo che è costituito dall’insieme di processi aziendali, applicazioni software, strutture di governance e infrastrutture tecnologiche.

La piattaforma oggetto dello studio di fattibilità svolgerà quindi un’attività di rilevamento e di aggregazione dei dati relativi ai parametri di produzione e di processo, alla tracciabilità e rintracciabilità dei flussi di prodotto e alla gestione del flusso produttivo verso l’utente finale. Il progetto prevede nello specifico lo sviluppo (e la valutazione della fattibilità tecnica e economica) di una rete di sensori IoT, volti all’acquisizione real time delle informazioni riguardanti i processi di filiera. La piattaforma che si andrà a realizzare fornirà ai produttori nuove misure per la pianificazione e l’implementazione dei processi interni ed esterni. Ciascun attore della filiera avrà in tal modo la possibilità di fornire ai clienti un quadro informativo il più possibile vicino alla realtà, abbattendo di fatto le barriere che di fatto si instaurano tra le aziende e i clienti.