Con l’Ordinanza cautelare n. 4253/2017 del Consiglio di Stato, in accoglimento del ricorso promosso dal Collegio Nazionale degli Agrotecnici, sono state ripristinate le precedenti regole degli esami abilitanti

Quando ormai mancano pochi giorni agli esami abilitanti alla professione di Agrotecnico ed Agrotecnico laureato (inizieranno infatti il 26 pv) arriva l’atteso provvedimento cautelare del Consiglio di Stato che modifica profondamente l’Ordinanza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 28 aprile 2017, con la quale erano state irragionevolmente modificate le regole dell'esame, peggiorandole ed rendendo persino complicata la presentazione delle domande di partecipazione.

Il Consiglio di Stato, accogliendo cosi' le richieste del Collegio Nazionale degli Agrotecnici, ha dunque eliminato le parti più odiose dell’Ordinanza ministeriale che, introdotte nel 2017 senza alcuna consultazione preventiva, avevano  irrazionalmente modificato termini e procedure consolidate da tempo.

"Come avesse potuto la Ministra Valeria Fedeli firmare un’Ordinanza così piena di bizzantinismi e di procedure vessatorie rimane tuttora cosa inspiegabile", scrive in una nota il Collegio nazionale degli agrotecnici.

L’Ordinanza ministeriale infatti discriminava fra candidati che avessero concluso il tirocinio prima e dopo il 15 agosto 2012, obbligando i primi a svolgere 24 mesi di tirocinio mentre ai secondi bastano 18 mesi; come ha correttamente rilevato il Consiglio di Stato, le condizioni di miglior favore andavano invece applicate a tutti: norma pertanto cassata.



L’Ordinanza poi non riconosceva validi i tirocini svolti in convenzione con le Università ai sensi del DPR n. 328/2001, il Consiglio di Stato ha evidenziato come quel DPR sia ancora in vigore e dunque i tirocini svolti sulla base delle Convenzioni stipulate per effetto di quel Decreto sono tuttora validi: anche qui, norma cassata e validità ripristinata.

Ancora,  l’Ordinanza non dava alcuna certezza sulla sede d’esame scelta dai candidati ai quali era stata anche imposta una specie di “caccia al tesoro” per effettuare i pagamenti dovuti per partecipare agli esami; non erano infatti indicati i numeri dei conti correnti su cui effettuare i versamenti (ogni candidato avrebbe dovuto cercarli da se!).

Al riguardo il Consiglio di Stato precisa che, non essendo stati indicati i numeri di conto corrente, i candidati possono pagare le somme previste “anche in un secondo tempo”, mentre le loro domande -prive di pagamento o con pagamenti sbagliati- restano valide.

L’Ordinanza imponeva altresi' ai candidati che avevano presentato domanda di partecipazione agli esami di presentare una seconda domanda di conferma della prima! Una vera assurdità, ed in effetti questo obbligo e' stato annullato dal Consiglio di Stato.

Infine l’Ordinanza aveva ridotto il termine entro cui il tirocinio professionale poteva essere svolto. In tutte le precedenti sessioni questo termine era fissato “al giorno precedente l’inizio delle prove”, quest’anno il MIUR lo aveva invece “anticipato” al 30 settembre, pur senza motivazione.



In questo modo 15 candidati, che avevano programmato di concludere il tirocinio secondo la consueta tempistica, si sono trovati esclusi dagli esami, costretti a perdere un anno; a sistemare le cose ci ha però pensato il Consiglio di Stato, che ha cancellato la disposizione, ripristinando quella precedente.

Tutto bene quindi. Resta però una domanda: chi pagherà i disagi dei candidati, i costi maggiori sostenuti e le spese dei ricorsi?

Risponde Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati “Pagheranno e, come si diceva un tempo, pagheranno tutto, tutto per davvero, i funzionari e dirigenti ministeriali che hanno voluto fare questo papocchio, nonostante il nostro contrario avviso, più volte espresso.

Nei prossimi giorni sarà inviata una segnalazione alla Procura della Corte dei Conti per il danno erariale provocato da un comportamento così poco responsabile ed indifferente ai problemi dei giovani laureati che si candidano all’esame di abilitazione professionale.

Inoltre avendo rinvenuto, nel comportamento tenuto, reati di rilevanza penale, sarà sporta denuncia alla Procura della Repubblica di Roma.

Detto questo -prosegue Orlandi- sia consentito esprimere tutta la soddisfazione del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati per essere riusciti a difendere i diritti dei 920 candidati agli esami di abilitazione, compresi quei 15 che, per un capriccio di chi ha modificato arbitrariamente i termini di conclusione del tirocinio, non avrebbero potuto sostenere gli esami (pur avendo presentato regolarmente domanda) perdendo così un anno di tempo.

Crediamo infatti che quei quasi mille giovani, donne e uomini, che affrontano ogni anno il nostro esame abilitante per svolgere una professione autonoma meritino rispetto e vadano aiutati, non ostacolati.

Che poi tutto questo avvenga quando il Ministro competente e' la Sen. Valeria Fedeli, che proviene dal sindacato e dunque dovrebbe avere a cuore più di altri le  giovani generazioni, spiace ancora di più.”

Qui di seguito Agricolae riporta in Pdf  l'ordinanza del Consiglio di Stato:

ORDINANZA CONSIGLIO DI STATO n. 4253-2017