Parere positivo all’unanimità sull’attuazione della legge regionale 19 marzo 2014, n. 4 che riordina le disposizioni per contrastare la violenza di genere contro le donne. E’ questo l’esito della terza seduta del ‘Comitato per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali’ del Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Pietro Sbardella. L’organismo consiliare, istituito con la legge regionale n. 7 del 2016 e operativo da meno di un anno, è stato chiamato oggi a dare un giudizio sulla relazione annuale che l’assessorato con deleghe a lavoro, pari opportunità e personale e quello con deleghe a politiche sociali, sport e sicurezza hanno inviato al Consiglio sullo stato di attuazione della legge regionale 4/2014.

Il parere positivo del Comitato è arrivato dopo gli interventi delle due relatrici, la vicepresidente Gaia Pernarella (Movimento 5 stelle) e la consigliera Marta Bonafoni (Insieme per il Lazio). Dall’analisi della relazione di Giunta, le due consigliere hanno messo in evidenza i punti che attesterebbero l’attuazione della legge in questione: la costituzione di un’apposita ‘Area politiche di genere’ all’interno della Direzione salute e politiche sociali della Giunta regionale; l’insediamento nel 2015 dell’Osservatorio regionale sulle pari opportunità e la violenza sulle donne presso l’assessorato alle pari opportunità; l’istituzione della ‘Cabina di regia per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne’ presso la presidenza della Giunta regionale, presieduta da Cecilia D’Elia e di cui fanno parte componenti istituzionali, operatori delle strutture antiviolenza, esperti e rappresentanti delle associazioni anche di volontariato e del terzo settore. Inoltre – come illustrato da Pernarella e Bonafoni – sono state anche attivate una rete interna alla Regione Lazio (coordinata dalla Cabina di regia) e un’altra delle realtà di accoglienza, attraverso alcuni protocolli d’intesa e il monitoraggio (per la prima volta) sul lavoro svolto dai Centri antiviolenza e dalle Case rifugio esistenti, con tutti i dati esistenti.

Da questi dati emerge che nel 2015, nel Lazio, sono stati censiti 17 centri antiviolenza, che hanno accolto complessivamente 2728 donne, e 9 case rifugio, che hanno accolto complessivamente 112 donne. Nella relazione sono riportati anche i finanziamenti per gli anni 2014 e 2015 che la Giunta ha stanziato per rafforzare il sistema dell’accoglienza alle donne vittime di violenza e quelli finalizzati invece al reinserimento professionale. A tal proposito, a titolo esemplificativo, Bonafoni ha citato il progetto “Ricomincia da te”, un corso professionale di acconciatore destinato a 5 donne italiane e straniere vittime di violenza o in condizioni di disagio. Pernarella ha ricordato anche le iniziative per la prevenzione, la sensibilizzazione e l’educazione, soprattutto nelle scuole. Infine, sono stati elencati una serie di avvisi pubblici riguardanti sia risorse statali (circa un milione di euro nel 2017 per 8 centri antiviolenza e 3 nuove case rifugio nelle 5 province laziali), sia risorse europee (2 milioni di euro dal Por Fse nel triennio 2017-2019 per progetti da parte del Terzo settore) e sia risorse regionali (600 mila euro 2016-2017 per vari progetti, più 400 mila euro per il sostegno agli orfani delle vittime di femminicidio). Il parere è stato accompagnato da alcune osservazioni che esortano a un’attuazione più completa delle disposizioni previste dalla legge.

In particolare, il Comitato chiede alla Giunta regionale di adoperarsi affinché l’Osservatorio regionale “assuma e svolga effettivamente il ruolo strategico ad esso assegnato”; che vengano rimosse le cause che ad oggi hanno rallentato la definizione del piano triennale previsto dalla legge; che nella prossima relazione siano maggiormente dettagliate tutte le notizie relative ai bandi e agli avvisi pubblici, nonché a tutte le notizie relative all’attività di formazione. Sono intervenuti alla seduta, inoltre, i consiglieri Gian Paolo Manzella (Pd), Baldassarre Favara (Pd), Francesco Storace (Mns) e Fabrizio Santori (FdI).