“Non si può omettere, tuttavia, di riscontrare in alcune politiche pubbliche, talvolta eccessive, visibili distorsioni. In particolare nel settore elettrico si è generato un gap rilevante tra i prezzi pagati dai consumatori finali nei mercati al dettaglio ed i corsi delle relative commodity sui mercati all’ingrosso. Segno preoccupante di veri e propri mercati a due velocità. Questo fenomeno ‒ non solo italiano – confina l’effetto della regolazione pro-concorrenziale (per l’Italia) soltanto ad una parte intorno al 50% del prezzo finale pagato da cittadini ed imprese”. Lo ha detto il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico Guido Bortoni presentando la Relazione Annuale dell'Autorithy, l’ultima del suo mandato.

“Il modello italiano di Regolatore dell’energia, così connotato da forti competenze ed indipendenza, è stato preso a riferimento nel diritto euro-unitario come Autorità di regolazione nazionale, la quale ‘non sollecita né accetta istruzioni da alcun Governo o da altri soggetti pubblici e privati’. Comunque, il Regolatore - ha detto Bortoni - conforma la propria libera azione alle linee di politica settoriale e disegna strumenti volti al loro perseguimento”.