Le preoccupazioni per gli operatori enoici italiani che lo scorso venerdì, seppure con notevole ritardo, avevano accolto con piacere la pubblicazione del D.D. di sblocco delle procedure di assegnazione degli attesi finanziamenti comunitari destinati a sostenere la promozione delle produzioni enologiche italiane nel mondo sembrano non finire.


E sono proprio i ritardi accumulati dagli uffici ministeriali, abbinati alle lacunose norme richiamate all'interno del Decreto Martina approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 28 luglio con una forzatura di Martina nei confronti delle Regioni (la Conferenza Stato - Regioni aveva espresso parere negativo) la causa dell'ennesimo problema di Via XX settembre.
Lacune che AGRICOLAE aveva segnalato a più riprese e che oggi si manifestano con prospettive realmente preoccupanti per gli operatori italiani.

I fatti:
1. L'attuale decreto Abate all'articolo 8 riguardante i termini di valutazione dei progetti al paragrafo 1 lettera c) fissa al 20 febbraio 2018 il termine entro il quale l'AGEA stipula i contratti con i beneficiari;


2. Tuttavia l'articolo 5, comma 3 del decreto Martina prevede che '' le attività sono effettuate a decorrere dal primo giorno utile dell'esercizio finanziario comunitario di pertinenza successivo al giorno di stipula del contratto'';


3. Operando attualmente nell'esercizio finanziario comunitario 2017/2018 ciò vuole dire che se non interviene un urgente modifica del decreto Martina... i programmi che verranno proposti in adesione del decreto Abate decorreranno dal 16 ottobre 2018 (primo giorno del l'esercizio finanziario comunitario successivo...).

Non è dato sapere come il duo Ferdinando Ferrara - Alessandro Apolito (con la supervisione del capo dipartimento Luca Bianchi) si stiano adoperando per risolvere il problema. Certo è che la strada del passaggio in conferenza Stato - Regioni sembra un passaggio obbligato data la delega in materia. E chissà cosa ne penserà l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia Franco Fava che a suo tempo pose il veto sulle contrastate e frettolose versioni del decreto elaborato dal duo Ferrara-Apolito con la regia di Martina e Di Gioia (assessore all'agricoltura della Regione Puglia e coordinatore della CSR).


E ancora chissà cosa ne penserà il premier Paolo Gentiloni se ancora una volta si deciderà di by passare la CSR per portare la modifica direttamente in Consiglio dei Ministri.
Se le cose rimanessero così, si darebbe avvio ai programmi promozionali a partire dal 16 ottobre 2018 ovvero a distanza di un anno dai nostri competitors europei facendo saltare un intero anno di sostegni comunitari alla promozione del vino italiano nel mondo.