La Federlazio ha realizzato la consueta indagine congiunturale sullo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio, effettuata su un campione di 350 imprese associate. Lo studio ha riguardato il primo semestre 2017. L'indagine è stata presentata oggi presso la sede dell'Associazione dal Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli e dal Direttore Generale Luciano Mocci. All'incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività produttive della Regione Lazio Guido Fabiani e il Presidente di Unioncamere Lazio, Lorenzo Tagliavanti. Dalla rilevazione del primo semestre 2017 emerge che il Lazio si sta avviando, sia pur faticosamente, verso una risalita di quella china nella quale era precipitato a partire dal biennio 2007-2008. Gli indicatori di performance aziendale presi in esame nella nostra indagine ci segnalano che le imprese della regione si stanno rafforzando sulla strada di una ripresa, ancora lenta, ma dal segno inequivocabilmente positivo. Questo grazie soprattutto ad una rivitalizzazione del mercato interno (che nelle ultime indagini era risultato più statico) che va a compensare il contestuale arretramento riscontrato dal mercato estero, soprattutto quello Extra-Ue.

Nel primo semestre 2017, il saldo di opinioni sull’andamento degli ordinativi per quanto concerne il mercato nazionale cresce di 6 punti passando da -2 a +4 rispetto al secondo semestre del 2016. Andamento diverso per gli ordine dall’estero: quelli dal mercato UE si riducono da +6 a +3, mentre quelli Extra-UE passano da +20 a -9. Il fatturato sul mercato domestico rimane stabile a +3. Un andamento positivo riguarda il fatturato derivante del mercato UE con un saldo di + 9 e in crescita di un punto rispetto al semestre precedente. Risulta infine negativo il saldo del fatturato proveniente dal mercato extra UE a -7 in calo rispetto al + 10 del secondo semestre 2016. Torna fortemente positivo il saldo di opinioni sulla produzione che passa da -5 a +26. E’ pari al 38,1% la percentuale delle imprese che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nel primo semestre 2017, in crescita rispetto alla seconda parte del 2016 (36,9%).

Torna a crescere la percentuale di imprese che ha aumentato l’occupazione, ora al 23,9% (era il 18,6%), contestualmente diminuiscono quelle che hanno ridotto gli organici (dal 17,9% al 15,9%). Di conseguenza il saldo migliora passando da +1 a +8, guadagnando ben 7 punti. Le previsioni espresse sul secondo semestre 2017 hanno valore positivo su tutti i mercati, ma non sempre in crescita rispetto all’indagine condotta a fine 2016. Per quanto riguarda il mercato interno gli imprenditori si attendono una crescita significativa sia di ordinativi che di fatturato con saldi positivi (rispettivamente di +19 e +15). Per quanto riguarda l’Unione Europea peggiorano le aspettative sugli ordinativi (da +26 a + 19) e sul fatturato (da + 22 a +16). Infine dall’area Extra Unione Europea il saldo atteso per gli ordinativi diminuisce (dal + 29 al + 13), mentre le attese sul fatturato si attestano a un livello simile rispetto al passato semestre (del +19 rispetto a +20). Riguardo le previsioni sull’occupazione per il II semestre 2017, il saldo atteso guadagna 7 punti passando da -1 a +6. Aumenta leggermente anche la percentuale di imprese che prevedono di effettuare investimenti, ora al 39,6% (era 39,4%). Relativamente alle diverse tipologie di investimento, si conferma l’importanza della prototipazione indicata dal 66,7% delle imprese, dato in aumento rispetto al 45,5% della scorsa rilevazione. Va evidenziato, tra l’altro, che il 9,5% degli imprenditori intervistati (il dato sale al 23,8% come previsione) dichiara di aver rapporti con start up innovative. Il rapporto tra imprese esistenti e gli innovatori è fondamentale per ridare forza all’economia del territorio. L’indagine ha anche affrontato il tema delle sviluppo delle risorse umane e degli investimenti in formazione. Solo il 12% delle imprese ha dichiarato di aver usufruito delle opportunità di finanziamento rappresentate dai fondi interprofessionali e degli altri fondi pubblici. Un dato decisamente basso anche se le previsioni per il prossimo semestre sono più positive (29%).

Quanto alle azioni da mettere in campo dalle aziende per migliorare il proprio posizionamento competitivo, il primo dato rilevante che emerge riguarda la percentuale di aziende, l’80% che sarebbero intenzionate a sviluppare azioni di miglioramento. Nello specifico gli interventi riguarderebbero l’area della produzione e del commerciale che verrebbero sviluppate rispettivamente nel 53,4% e nel 46,6% dei casi. L’azione principale indicata per affrontare le sfide del mercato in questo primo semestre 2017 è risultata il miglioramento dei prodotti servizi (che ha ottenuto il 23,6%, in crescita di 3,6 punti rispetto al secondo semestre 2016), seguita dal taglio dei costi di gestione passata dal 20,6% al 23,1%. Al terzo posto, e in significativa contrazione (di 4,7 punti) l’opzione relativa alla creazione di nuovi prodotti e servizi.

Come domanda conclusiva, nel questionario di quest’anno ne è stata introdotta una relativa ai fenomeni che influenzano positivamente o negativamente le attività aziendali. Dal dettaglio dei risultati emersi si evidenzia l’influenza: · Positiva dei fattori di mercato e delle dinamiche della domanda internazionale (saldo 14,3) e interna (6,7); · Sostanzialmente neutra dell’accesso al credito (3,5) e del mercato pubblico (2,4); · Negativa del costo dei servizi (-71,1), del mercato del lavoro (-55,3), dei prezzi delle materie prime (-54,5), della logistica (-38,1) e della concorrenza estera (-25).