Oggi la Commissione europea avvia piani per la riforma più sostanziale degli ultimi 25 anni delle norme Ue sull'IVA; un rilancio volto a migliorare e aggiornare il sistema a beneficio sia dei governi che delle imprese. Ogni anno oltre 150 miliardi di euro di IVA non sono riscossi; una grossa perdita per gli Stati membri in termini di entrate che potrebbero essere utilizzate per scuole, strade e sanità. Secondo le stime, circa 50 miliardi di questi 150 totali (ovvero 100 euro l’anno per cittadino dell’UE) sono il risultato di frodi transfrontaliere sull’IVA e possono essere utilizzati per finanziare organizzazioni criminali, compresi i terroristi. Secondo le previsioni, grazie alla riforma dell’IVA proposta questa cifra si ridurrebbe dell’80% e il sistema ne risulterebbe rafforzato e di più semplice utilizzo per le imprese, in linea con l'obiettivo della Commissione di approntare un sistema dell’IVA che aiuti le aziende europee a trarre il massimo beneficio dal mercato unico e a competere sui mercati globali. Attualmente i costi di conformità sostenuti dalle imprese che praticano il commercio transfrontaliero sono superiori dell'11% rispetto ai costi sostenuti dalle imprese operanti solo a livello nazionale, ma si prevede che grazie alla semplificazione e all’aggiornamento dell’IVA questi costi si potrebbero ridurre di 1 miliardo di euro.