L'azzardo non è un gioco e le famiglie lo sanno. E' il tema di uno degli appuntamenti organizzati oggi nell’ambito della Settimana della Famiglia in corso fino all’8 ottobre a Roma, da Identità Cristiana e dal Movimento dei Focolari. Alla parrocchia di San Gregorio Barbarigo della capitale dibattito con diversi contributi- psicologico, sociologico, informativo e assistenziale- per stimolare tutti ad essere protagonisti di un cambiamento in positivo ed evitare di cadere nella trappola dell’azzardo. “Nel mondo il mercato dell’azzardo nel 2016 ha generato 470mld di dollari di fatturato e in Italia ogni cittadino si calcola spenda 1587 euro puntando sul gioco”, fa sapere Paolo Voltaggio di Identità Cristiana a Radio Vaticana. Il rischio è il fallimento di interi nuclei familiari, è l'implicazione nel meccanismo dell'usura, ma non solo, “c’è un distorto modo di concepire il denaro e c’è una mancata consapevolezza, che anche in famiglia dovrebbe maturare, che vince solo chi organizza il gioco ma non chi gioca”. "Siamo il primo paese in Europa per il consumo dell’azzardo e il terzo nel mondo”, ribatte Carlo Cefaloni di Famiglie Nuove - espressione del Movimento dei Focolari- e attivo nella mobilitazione nazionale Slot Mob, che è impegnata a denunciare proprio quella che sembra una “pianificazione strutturale nella nostra società, del sistema gioco d’azzardo”. Per Cefaloni una “patologia della Cosa pubblica” per la dipendenza dai miliardi che entrano da questo settore e testimonia di quanti esercenti hanno voglia di cambiare la cultura vigente. "La libertà economica privata", ricorda Cefaloni,"non può e non deve danneggiare la dignità delle persone: se non cambiamo un modo di pensare distorto e purtroppo diffuso, andiamo solo a fare moralismo che non incide sulla realtà".