Il Premio Nobel per la Pace 2017 è stato assegnato alla Campagna Internazionale per Abolire le Armi Nucleari (Ican) "per il suo lavoro nel sensibilizzare sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso delle armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi ad ottenere un trattato sul divieto di tali armi". Con base negli uffici del Consiglio Mondiale delle Chiese di Ginevra, Ican lavora con 468 organizzazioni non governative in 101 paesi. Ha un budget annuo di circa 1 milione di dollari ed è finanziato da donazioni private, nonché dall'Unione Europea e dai paesi, tra cui Norvegia, Svizzera, Germania e Vaticano. La scelta del comitato Nobel norvegese rappresenta un monito alle nove potenze armate nucleari del mondo, che hanno boicottato i negoziati per il trattato - raggiunto a luglio nelle Nazioni Unite -, mentre è stato appoggiato da 122 paesi presso la sede dell'Onu a New York dopo mesi di colloqui e di fronte ad una forte opposizione da parte degli Stati armati nucleari e dei loro alleati. Nessuno dei nove paesi in possesso di armi nucleari - Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Cina, Francia, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele - ha partecipato ai negoziati. Questo Premio Nobel, inoltre, arriva quando le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti si fanno sempre più difficili. Alla vigilia dell’annuncio del Premio Nobel, si facevano i nomi di Mohammad Javad Zarif, il ministro degli Esteri iraniano, e Federica Mogherini,  Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Invece il comitato ha scelto Ican, la campagna internazionale per abolire le armi nucleari, questo gruppo globale che lavora per promuovere l'adesione e la piena attuazione del trattato sul divieto delle armi nucleari. La campagna, che ha contribuito a realizzare il trattato, lanciata nel 2007, è il primo accordo internazionale legalmente vincolante per proibire totalmente le armi nucleari.