Nel primo semestre del 2017 sono 1.075 le operazioni a rischio riciclaggio che gli operatori dei giochi hanno segnalato alla UIF – l’Unità di Infrazione Finanziaria creata dalla Banca d’Italia. Un dato in calo rispetto al 2016 quando le segnalazioni di operazioni a rischio riciclaggio erano 1.169. Il settore resta comunque attenzionato: “La valutazione sovranazionale mette altresì in luce i rischi connessi con il gioco d’azzardo – si legge nei Quaderni dell’antiriciclaggio - Collana Dati Statistici -, con l’utilizzo di contante e beni quali oro, diamanti e opere d’arte, con meccanismi informali di trasferimento di valori (es. Hawala) e con la contraffazione di moneta”. La UIF ricorda quindi che con il Decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 (che recepisce la IV Direttiva Antiriciclaggio) “l’elenco dei soggetti tenuti al rispetto degli obblighi antiriciclaggio è stato ampliato; sono stati inclusi gli exchanger di valute virtuali – che saranno censiti in una sezione speciale del registro dei cambiavalute – e gli intermediari europei stabiliti senza succursale sul territorio nazionale. Disposizioni specifiche sono dettate poi per le reti di agenti e soggetti convenzionati di prestatori di servizi di pagamento e di IMEL comunitari e in materia di punti di contatto centrali. Altre norme ad hoc riguardano i concessionari di gioco e le reti di distributori ed esercenti di cui essi si avvalgono”.