Il governo ha posto la questione di fiducia sulla riforma della legge elettorale, il cosidetto Rosatellum Bis. Lo ha fatto con il Ministro per i Rapporti col Parlamento Anna Finocchiaro nel pomeriggio nell'aula di Montecitorio sui primi tre articoli del nuovo testo. E lo ha fatto fra le vibranti proteste dei deputati grillini e di quelli della sinistra estrema. I tre voti a scrutinio segreto sono stati programmati per domani 11 ottobre (due) e per giovedì 12 ottobre (uno). A seguire l'esame dei restanti articoli e degli eventuali ordini del giorno. Poi il voto finale sul provvedimento. Il Movimento Cinque Stelle è nel frattempo già sul piede di guerra. Il suo attuale capo politico, Luigi Di Maio, ha chiamato tutti i militanti alla mobilitazione. "Convocheremo il popolo in piazza perchè deve capire" - ha detto di Maio al termine della riunione dei gruppi parlamentare grillini. Dal canto suo nelle stesse ore Silvio Berlusconi diramava un lungo comunicato con cui spiegava la posizione di Forza Italia. "Saremo leali per arrivare al traguardo della legge - ha dichiarato. In termini procedurali significa che gli azzurri non voteranno le tre fiducie richieste dal governo, uscendo dall'aula, ma daranno un sì convinto al voto finale sul provvedimento. Stamattina Palazzo Chigi aveva autorizzato la fiducia durante la riunione del Consiglio dei ministri dopo la richiesta del capogruppo del Pd Ettore Rosato, che ha parlato a nome di tutta la maggioranza. "Ho telefonato al presidente del Consiglio - ha spiegato stamattina Rosato - riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo". Secondo l'esponente Dem, "il voto segreto sulla legge elettorale è uno strumento arcaico e inutile, ma di fronte all'utilizzo da parte delle opposizioni di uno strumento regolamentare - ha precisato -, noi rispondiamo con un altro strumento regolamentare che è il voto di fiducia", voto che "qui ha una natura tecnica e serve solo a superare gli emendamenti, non una natura politica. Uno spezzatino sarebbe un risultato inaccettabile per un lavoro che ha visto impegnata la commissione 5 giorni per un confronto serio". "E' comprensibile che, a pochi mesi dallo scioglimento delle Camere, la maggioranza chieda al governo di porre la questione di fiducia come strumento per l'approvazione della legge elettorale - ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta -. Abbiamo partecipato con convinzione e con senso di responsabilita' al dibattito in Commissione su questo nuovo sistema di voto. In quella sede ogni gruppo politico ha avuto l'opportunita' di approfondire le questioni piu' delicate e di proporre modifiche al testo base presentato dal relatore Fiano. Gia' in Commissione abbiamo sostenuto come questa legge elettorale, nello scenario attuale, rappresenti il miglior compromesso possibile. Questa riforma serve al Paese per andare al voto in modo ordinato e per avere un sistema elettorale omogeneo tra Camera e Senato, come chiesto in diverse occasioni dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Per tutte queste ragioni Forza Italia votera' si' alla legge, pur non partecipando, ovviamente, alla votazione sulla fiducia". Anche la Lega voterà la legge ma non la fiducia. "La Lega - il vicesegretario Lega Giancarlo Giorgetti - non potrà ovviamente votare la fiducia al governo ma comprende le motivazioni che hanno portato a questa richiesta. La Lega come già fatto in commissione coerentemente dirà sì alla legge, con voto segreto o palese che sia. Auspichiamo un rapido iter al Senato consapevoli che chiunque lo rallenti evidentemente vuole rinviare la data delle elezioni che si devono tenere invece il più presto possibile". Sulle barricate Mdp e il M5s. "Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia. Qui si sta scherzando col fuoco - ha affermato il coordinatore di Mdp Roberto Speranza -. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero". E il deputato del M5s Danilo Toninelli ha aggiunto: "la fiducia sulla legge elettorale è un atto eversivo e incostituzionale, fatto da chi ha paura dei suoi. Gentiloni si opponga e Mattarella intervenga". Intanto i grillini hanno annunciato due manifestazioni di protesta per domani e giovedì.