Quali iniziative intende adottare il governo contro chi, in alcuni paesi europei, mette in cattiva luce il florovivaismo italiano perché “infestato” dalla Xylella. A chiederlo è il deputato dem Edoardo Fanucci che ha presentato un’interrogazione in commissione al ministro delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, al ministro della Salute, al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

Fanucci ricorda nella sua interrogazione come “il florovivaismo in Italia vale oltre 2,5 miliardi di euro, di cui circa 1,15 per la sola produzione di fiori e piante da vaso. Sono 27 mila le aziende impegnate nel settore, per un totale di 100 mila addetti e quasi 29 mila ettari di superficie agricola complessivamente occupata”.

Inoltre “l’export rappresenta un quarto del valore complessivo annuo della produzione florovivaistica in Italia. Tra i principali mercati di destinazione delle piante in vaso si annoverano la Germania, la Francia, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna e il Belgio, mentre come mete di alberi e arbusti, oltre ai Paesi già citati, vanno aggiunti la Spagna, la Turchia e la Svizzera”.

“Tra i Paesi che importano fogliame – continua - italiano spiccano, invece, Paesi Bassi, Germania e Francia, mentre per i fiori recisi il primo sbocco di mercato è quello dei Paesi Bassi”.

“Da tempo – ricorda il deputato dem - sono apparsi articoli su riviste straniere che mettono in cattiva luce il vivaismo italiano, con particolare riferimento al fatto che il nostro Paese è ‘infestato’ dalla Xylella”.

“Si tratta di una grande campagna denigratoria nei confronti delle produzioni del nostro Paese, che strumentalizza la questione della Xylella, nonostante sia noto che è limitata ad una zona della Puglia.

Si tratta di riviste di grande diffusione nei rispettivi Paesi come Deutsche Baumschule Magazin (D), Le Lien Horticole (F), de Boomkwekerij (NL), Grower (UK), che comunque i clienti del settore florovivaistico italiano leggono abitualmente e certamente ne sono influenzati”.

“L’Italia – ricorda ancora Fanucci - ha molte importanti realtà che si basano sull’esportazione ma anche diverse aziende medio piccole che sono cresciute in questi anni grazie alle esportazioni. Non si tratta quindi soltanto di un danno d’immagine ma soprattutto di un danno economico consistente”.

Per questo Fanucci chiede ai ministri interrogati “quali iniziative adottate i ministri interrogati abbiano adottato a livello europeo per contrastare questa campagna denigratoria nei confronti di un settore così strategico per il nostro Paese e se, in particolare, non ritengano necessario promuovere una verifica da parte di una commissione fitosanitaria europea nelle principali aziende florovivaistiche italiane, al fine di fornire rassicurazioni sui controlli che vengono effettuati in Italia”.