Il sistema economico-produttivo italiano ha avviato un articolato programma di missioni bilaterali di business diplomacy per rafforzare i legami con le diverse comunità farmaceutiche europee.

Le missioni, che oggi fanno tappa a Bucarest (Romania) e Sofia (Bulgaria), raggiungeranno gran parte dei paesi dell'Unione europea.

L'obiettivo è presentare, come avvenuto a Bruxelles nella missione del 26 settembre, i vantaggi per l'intera comunità europea della candidatura di Milano a nuova sede dell'Agenzia europea dei medicinali, nella sua transizione post-Brexit (il roadshow si può seguire su twitter https://twitter.com/EmaMilano_EU ).

"Il Dossier italiano è solido e risponde perfettamente ai sei criteri posti dalla commissione", ha dichiarato Diana Bracco, rappresentante unico del mondo delle imprese nella cabina di regia istituzionale per la candidatura di Milano come sede dell'Agenzia europea dei medicinali. "A iniziare dal criterio fondamentale della business continuity".

"Il delicato lavoro dell'Agenzia, che vigila sulla salute dei cittadini europei - prosegue Bracco -, è troppo importante perché finisca in una città con scarsi collegamenti con gli altri Paesi o che non abbia edifici già pronti all'uso come invece il Pirelli Building. L'Italia poi ha un ruolo di primo piano in Europa nel campo della scienza di base, come ha riconosciuto la stessa Lancet, prestigiosa rivista scientifica, che con il suo direttore Richard Horton si è schierata al fianco di Milano".

Il roadshow, promosso dalle principali Associazioni industriali e dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, dimostra che l'intero sistema economico italiano sta esprimendo un ampio e forte supporto alla candidatura di Milano, città inclusiva e aperta al dialogo.

Un sostegno finalizzato non all'interesse esclusivo del capoluogo lombardo, ma all'interesse collettivo dell'Unione europea e dei suoi 500 milioni di cittadini.

Nel primo incontro, che si è svolto presso l'ambasciata Italiana di Bucarest, i rappresentanti delle principali aziende farmaceutiche italiane hanno trovato nelle proprie controparti locali interlocutori fortemente interessati e curiosi delle opportunità che si potrebbero aprire con un dialogo sempre più stretto.