“Di fronte ad una Legge Regionale che decreta l’espulsione di tutte le apparecchiature autorizzate al gioco lecito dal 99% del territorio urbano e che, pertanto, impone l’espulsione di tutti gli addetti al settore della distribuzione – manutenzione – raccolta di detti congegni (leciti e forieri di 300 milioni l’anno di proventi erariali maturati in Regione), come va giudicato il silenzio dell’Assessorato regionale e delle “antiche” sigle sindacali?”. E’ quanto si legge in una nota di Astro. L’associazione di gestori e produttori di apparecchi da intrattenimento sottolinea che “migliaia di piemontesi che lavorano per le imprese di gioco insediate in Regione (peraltro tutte censite al pubblico registro dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e, quindi, agevolmente conoscibili) e che dal 20 novembre p.v. resteranno senza stipendio, attendono di sapere cosa hanno di ‘meno’ rispetto agli operai “del domopack” e per quale motivo il 'non apprezzamento' per l’oggetto del loro lavoro debba trasformarsi (caso unico in Italia) in ‘discriminazione di genere’.”