“È inaccettabile che nel 2017 3 milioni di bambini muoiano per cause legate alla malnutrizione, quando si tratta di una malattia che possiamo prevenire e curare”. È questo il grido d’allarme lanciato dall’organizzazione umanitaria internazionale Azione contro la Fame che, in previsione del 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ha predisposto una campagna di sensibilizzazione ad hoc. Veicolata sui social media con l’hashtag #inaccettabile, la campagna intende sottolineare un problema grave e ingiustamente sottovalutato: ancora oggi nel mondo circa 50 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta, vale a dire uno su dodici. Tre milioni muoiono ogni anno, rendendo questa malattia la principale concausa di mortalità per i bambini al di sotto dei 5 anni di età. Nonostante negli ultimi decenni siano stati fatti significativi passi avanti nella lotta alla malnutrizione, l’ultimo rapporto sullo stato della sicurezza alimentare nel mondo ha evidenziato che, per la prima volta dall’inizio del secolo, la curva della fame è tornata a crescere e il numero di persone che soffrono la fame è passato da 777 milioni nel 2015 a 815 milioni nel 2016 - l’11% della popolazione mondiale. “Questi dati - commenta Simone Garroni, Direttore di Azione contro la Fame Italia - dimostrano come l’obiettivo Fame Zero entro il 2030, il numero 2 dei Sustainable Development Goals, sia oggi ancora più lontano dall’essere raggiunto. Anche per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questa campagna, per sensibilizzare le istituzioni e la società civile affinché l’obiettivo fame zero diventi realtà”.

Se la dimensione di questa tragedia non fosse ancora sufficiente per renderla inaccettabile, va considerato un ulteriore elemento: le soluzioni per curare la malnutrizione esistono, sono efficaci e a basso costo. Azione contro la Fame è stata la prima organizzazione umanitaria, nel 1997 in Ciad, a testare con successo il cibo terapeutico pronto all’uso, un alimento a base di farina di arachidi arricchito con vitamine, sali minerali e grassi vegetali, altamente nutriente. Una confezione costa solo 25 centesimi e in moltissimi casi ne bastano due al giorno per 4-8 settimane per far tornare in salute un bambino malnutrito. “Eppure – aggiunge Simone Garroni - solo il 20% dei bambini che necessitano della terapia nutrizionale ha effettivamente accesso alla cura”. Per questo motivo lunedì prossimo, 16 ottobre, l’organizzazione umanitaria inviterà il pubblico a cambiare la propria immagine profilo di Facebook con una cover dedicata e aiutare così a diffondere il messaggio. Per denunciare lo stato del problema Azione contro la Fame ha potuto contare anche sul prezioso supporto dell’attore Ettore Bassi, che da tempo sostiene l’organizzazione e ha recentemente visitato uno dei centri nutrizionali di Azione contro la Fame in Madagascar. Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale, da quasi 40 anni leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. In 50 Paesi del mondo salviamo la vita di bambini malnutriti, assicuriamo alle famiglie acqua potabile, cibo, cure mediche, formazione e consentiamo a intere comunità di vivere libere dalla fame.